Il Castello di Racconigi: la storia e quali bellezze nasconde al suo interno

Il Castello di Racconigi è un polo museale di grande interesse, situato a Racconigi, in provincia di Cuneo, poco distante da Torino. Scopriamolo insieme.

Splendida veduta del Castello di Rocconigi
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Il Castello di Racconigi, situato nell’omonima località (in provincia di Cuneo), a pochi chilometri da Torino, dopo essere stato per secoli la dimora di principi e re, è oggi un Museo-Residenza aperto al pubblico e fa parte del circuito delle Residenze Sabaude del Piemonte.

Ogni anno, la residenza ex reale di Racconigi, è in testa alla classifica dei musei statali più visitati del Piemonte. Il castello ed il parco sono la meta ideale per una giornata tra arte e storia, natura e paesaggio.

Infatti, si può trascorrere l’intera giornata all’aperto in un’atmosfera romantica e suggestiva. Nella quiete del parco si possono fare riposanti passeggiate in carrozza, gite in bici, e poi picnic all’ombra degli alberi secolari, una sosta relax nella caffetteria allestita nella Dacia russa, la possibilità di fare bellissime camminate osservando le maestose cicogne e le altre specie protette del parco.

La storia del castello di Racconigi

La costruzione di questo castello risale all’XI secolo, epoca in cui il territorio era parte della Marca di Torino e dove Bernardino di Susa edificò o riadattò un’antica casaforte, sui resti di un precedente monastero. Quando il castello entrò a far parte delle proprietà sabaude, nel XIV secolo, le sue fattezze erano quelle tipiche di una fortificazione medievale. Infatti, la fortezza era di pianta quadrata e vi si poteva accedere attraverso un ponte levatoio poiché era circondata da un fossato.

La struttura originale del castello rimase praticamente invariata fino al XVII secolo, mentre, a donare al castello quello che è il suo aspetto più recente fu Carlo Alberto di Savoia, che nel 1832 diede inizio a un’ulteriore ristrutturazione del palazzo, con l’intento di abbellirlo e renderlo adatto alla casata reale sabauda.

I primi decenni del Novecento furono senz’altro anni di splendore per il castello, che divenne una delle dimore predilette dei reali sabaudi per la villeggiatura. Infatti, il castello già nel 1903 era dotato di corrente elettrica e di un ascensore.

Umberto II ricevuto il castello come dono di nozze nel 1930, qui raggruppò la collezione dei 3.000 quadri dei ritratti di famiglia e tutte le notizie sulla Sindone. Fra i ritratti di famiglia vi sono quelli delle più nobili dinastie d’italia come gli Armagnac, i Carmagnola, gli Agliè, i Calvi, i Valois e i Cicogna oltre a conservare le opere e gli interventi architettonici di grandi artisti come Michel Bernar, Giovan Battista Borra, Guarino Guarini, André Le Nôtre, Ernest Melano, Pelagio Palagi, Giacomo Pregliasco, Emanuele Tesauro, Xavier Kurten.

Nel 1980 Umberto II, cedette il castello allo Stato Italiano, sottolineando la precisa volontà di farne un luogo dedicato alla conoscenza. Così, dal 1994, il castello reale di Racconigi è un polo museale aperto al pubblico.

Come raggiungere il Castello di Racconigi

Ci sono diversi modi per raggiungere il castello e sono:

In aereo: aeroporto di Torino Caselle “Sandro Pertini” (TRN) – info: Sagat – oppure aeroporto di Cuneo Levaldigi (CUF)
In treno: stazione di Racconigi
In auto, da autostrada A6: uscita Carmagnola – proseguire in direzione Racconigi
In auto, da Asti/autostrada A33: fino al termine dell’autostrada nei pressi di Alba – proseguire in direzione Bra, poi Cavallermaggiore, poi Racconigi.

Cosa vedere all’interno del castello di Racconigi

Al primo piano, o piano nobile, ci sono le bellissime sale di rappresentanza con arredi d’epoca e pregevoli decorazioni, dalla Sala del Biliardo, con il prezioso tavolo disegnato da Palagi sorretto da possenti leoni in bronzo alla Galleria di Eolo, cosiddetta per le scene omeriche dipinte sul soffitto da Carlo Bellosio che raffigurano Ulisse e il dio dei venti; da qui si accede alla Cappella con due sculture ottocentesche, fra le quali la Dama Velata di Raffaele Monti.

Interessante anche il Gabinetto Etrusco, concepito come studio privato di Carlo Alberto è, insieme alla sala del ricevimento, al gabinetto di Apollo e alla biblioteca Albertina, il nucleo di ambienti nei quali il sovrano svolgeva le mansioni amministrative e politiche durante le reali villeggiature. Il Gabinetto Etrusco, posto al secondo piano, è uno dei punti di maggior rilievo di questa residenza, con opere di Pelagio Palagi e dell’ebanista Gabriele Capello detto «il Moncalvo».

Castello Reale di Racconigi
Uno dei corridoi del Castello di Racconigi

Nella Camera da letto della regina Maria Adelaide, accanto al letto in ferro battuto di F. Cambiaggio, è inoltre possibile ammirare la splendida culla ottocentesca utilizzata per Umberto I.

Le camera situate al secondo piano, riservate ai momenti privati dei reali, sono meno sfarzose e più intime, mentre i sotterranei sono occupati dalle Cucine, impressionanti per la vastità degli ambienti.

Il lungo corridoio che dà l’accesso a vari appartamenti, per lo più destinati agli ospiti o a membri della corte, prende il nome dalla raccolta iconografica pazientemente allestita dal principe ereditario Umberto II a partire dagli anni venti del Novecento. Di grande valore storico ed artistico, i numerosi ritratti qui esposti costituiscono un percorso dinastico abbastanza completo, comprendendo anche dipinti di membri di altre casate nobili italiane ed europee. Per sanare i locali sarebbe stato necessario applicare alcuni strati di calce prima e dopo la degenza dei pazienti, a discapito delle decorazioni preesistenti.

Da notare il Salone d’Ercole, dedicato al mito di Ercole, questo ambiente è frutto dell’intervento del 1757 ad opera dell’architetto Giovanni Battista Borra. Il salone, in stile neoclassico, corrisponde all’antico cortile interno della struttura medievale precedente e fungeva come atrio per accogliere gli ospiti ma, data la capienza e l’ottima acustica, veniva utilizzato anche come sala da ballo.

Dove acquistare i biglietti per il castello di Racconigi

I biglietti possono essere acquistati nelle biglietterie del castello con i seguenti prezzi:

  • Castello 5,00 Euro
    Ridotto 2,50 Euro per i ragazzi dai 18 ai 25 anni
  • Parco 2,00 Euro
    Ridotto 1,00 Euro per i ragazzi dai 18 ai 25 anni

Inoltre per altre info e convenzioni sui biglietti cliccate su questo link, che vi rimanderà al sito ufficiale del castello.

Da notare che nei giorni di Pasqua, Pasquetta e martedì 3 aprile 2018 il Castello sarà aperto dalle 9.00 alle 19.00, mercoledì 4 aprile il Castello sarà chiuso.

Cosa è possibile visitare attorno al castello di Racconigi

Il castello si affaccia a nord verso un imponente parco alla francese di circa 170 ettari, delimitati da un muro di cinta lungo in totale 6 km. Alla fine del Seicento il parco appariva secondo il rigore geometrico conferitogli dall’architetto francese André Le Nôtre, medesimo autore dei giardini della Reggia di Versailles.

Circa un secolo dopo, su volere della principessa Giuseppina di Lorena-Armagnac, il parco vide una trasformazione ad opera di Giacomo Pregliasco, che ne riprogettò una parte offrendo nuovi percorsi immersi in una natura rigogliosa ed apparentemente selvaggia. Il completamento del parco in stile romantico, come appare oggi, lo si deve a Carlo Alberto, che nel 1836 affidò i lavori al paesaggista prussiano Xavier Kurten. Questi si dedicò alla risistemazione del lago, dei viali e dei corsi d’acqua e, con l’aggiunta di ponticelli, colline e nuovi filari d’alberi, ne fece un tipico parco del XIX secolo.

Tra l’Ottocento e il Novecento il parco fu utilizzato prevalentemente come riserva di caccia e tenuta agricola, tanto da riservarne alcune piccole porzioni a coltivazioni di mais e cereali. Tuttavia, dal secondo conflitto mondiale in avanti si verificò una certa carenza di manutenzione e un progressivo stato di abbandono.

Castello di Racconigi
Parco Castello di Racconigi

Dalla riapertura del castello nel 1994 in poi, anche il parco è stato oggetto di una serie di attenti interventi di recupero, volti a riportarlo all’aspetto conferitogli da Kurten nell’Ottocento. Nuovamente visitabile, il parco offre una grande varietà di specie vegetali e di animali protetti.

Patrimonio UNESCO dal 1997 dall’inizio degli anni Novanta il complesso ha aperto le porte al pubblico, offrendo ogni anno percorsi restaurati e ospitando eventi culturali. Nel luglio 2010 il parco del Castello di Racconigi vince l’ottava edizione del concorso, organizzato da Briggs&Stratton “Il parco più bello d’Italia”.

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