L’ex area Expo di Milano si trasformerà in un Parco scientifico e tecnologico

Il colosso australiano dell’immobiliare Lendlease ha investito 2 miliardi di euro per costruire questo nuovo Parco tecnologico al posto dell'aria Expo.

Albero della vita all'Expo di Milano
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Sono passati ben due anni da uno degli eventi più chiacchierati e famosi di Milano, ovvero l’Expo 2015. Oggi quest’area rimasta ormai inutilizzata ha trovato un nuovo padrone, il colosso australiano dell’immobiliare Lendlease che ha intenzione di investirci ben 2 miliardi di euro costruendo in questa zona il più grande parco scientifico e tecnologico d’Italia.

Al progetto ha collaborato Carlo Ratti, l’architetto del Massachusetts Institute of Technology che per Expo aveva già progettato il supermercato del futuro di Coop.

Alla fine di ottobre, infatti, Lendlease si è aggiudicata la gara per la progettazione e la gestione dei terreni per 99 anni con un’offerta di 115 milioni di euro, su una base d’asta di 91 milioni. Il colosso dividerà il parco di Expo in due fette, separate dall’ex Decumano che diventerà un parco lineare lungo 1,5 chilometri, uno dei più grandi in Europa.

Cosa ci sarà all’interno di questo Parco ?

Tre grandi funzioni pubbliche, Human Technopole, il Campus dell’Università Statale con le facoltà scientifiche, l’ospedale Galeazzi, intrecciate con funzioni private in gran parte dedicate alla farmaceutica, alla tecnologia, alla ricerca e attraversate da un parco lineare di un chilometro e mezzo che ricoprirà di verde l’asfalto del Decumano.

Nella cittadella avveniristica il piano terra di tutti gli edifici privati si trasformerà in spazio pubblico e i percorsi all’interno del sito saranno predisposti per mezzi senza guidatore. Sarà il primo quartiere al mondo a guida autonoma.

Il tutto si basa su una politica: la città verde. Niente grattacieli ma 460 mila metri quadrati di verde, più di 3.000 alberi in aggiunta a quelli esistenti, 4 parchi tematici (quello dello sport, del cibo e della salute, l’orto botanico, il parco attrezzato), 4 chilometri di piste ciclabili, 4.000 metri quadrati di specchi d’acqua in più. «È una città verde, esclama il paesaggista Andrea Kipar. Un parco da vivere 24 ore su 24». Il Cardo, invece, si trasformerà in un boulevard alberato di 350 metri. L’idea è di realizzare orti didattici, sky farm (coltivazioni verticali) e giardini sensoriali per gli studenti, ma fruibili da tutti i visitatori.

La realizzazione del nuovo quartiere avverrà su quattro binari: Human Technopole, ospedale Galeazzi, campus universitario e il distretto degli affari. I primi “abitanti” di Human Technopole arriveranno a gennaio. “Il 22 dicembre consegneremo gli spazi riattivati di Palazzo Italia”, spiega Giuseppe Bonomi, amministratore delegato di Area expo. Quaranta persone inizieranno a lavorarvi da gennaio.

In parallelo Area expo progetterà due edifici che sorgeranno alle spalle di Palazzo Italia per completare i 30mila metri quadri del complesso. L’obiettivo è di consegnarli entro il 2021, quando il centro di ricerca finanziato dal governo arriverà a regime con i suoi 1.500 lavoratori.

I cinque assi strategici hanno l’obiettivo di creare in Cascina Triulza un luogo di eccellenza per il Terzo Settore; avviare un rapporto con lo sviluppatore dell’area per valorizzare competenze e sensibilità del Terzo Settore; collaborare con gli enti locali e le organizzazioni territoriali per la diffusione della conoscenza dello sviluppo dell’area; lavorare con gli attori dell’area per uno sviluppo armonico del nuovo Parco e per avviare insieme progetti su obiettivi comuni; sviluppare azioni e progetti con una dimensione europea e internazionale.

Proprio a Roma Palazzo Chigi sta studiando la bozza dello statuto che istituirà una fondazione che gestisca Human Technopole e sono in corso le selezioni del futuro direttore. “Sarà scelto entro febbraio tra 44 candidati, italiani e stranieri”, aggiunge Cristina Messa, rettore dell’università Bicocca di Milano. Nella primavera del 2018 anche l’ospedale Galeazzi presenterà il suo progetto. Ha acquistato per 25 milioni di euro un’area di 50mila metri quadri, su cui sorgerà un palazzo di 16 piani. Anche questo edificio sarà consegnato nel 2021.

Il più grande centro di ricerca medica e biomedica del Paese occuperà circa 30.000 metri quadri in prossimità dell’Albero della vita. Includerà tre edifici esistenti tra cui Palazzo Italia e due di nuova costruzione che ospiteranno 7 centri di ricerca e 4 strutture scientifiche di supporto.

Sarà a regime entro il 2024 e vi lavoreranno 1.500 ricercatori. Il nuovo Galeazzi sarà pronto in 3 anni. I primi spazi per i ricercatori dell’Human Technopole arriveranno a fine dicembre. Per la Statale bisogna aspettare il sì del cda previsto a gennaio. Mentre per le opere private bisognerà attendere l’estate per il via libera del Comune. I lavori partiranno in autunno.

Lendlease costruirà 250mila metri quadri, più 30mila in housing sociale. Già cinquanta aziende hanno manifestato l’interesse ad approdare a Expo con i loro uffici, tra cui Bayer, Novartis, Abb. Bracco ha manifestato l’interesse a insediare alcune attività di ricerca. “Abbiamo canali aperti di dialogo anche con Copernico (lo spazio di coworking)”, riferisce il responsabile Italia ed Europa continentale, Andrea Ruckstuhl.

In questo senso Expo sarà anche il primo quartiere di Milano e, forse, d’Italia a mobilità elettrica. Con l’ambizione di spingersi ancora più in là: «Le vetture a guida autonoma hanno iniziato a comparire sulle strade delle maggiori metropoli del mondo, con esperimenti da Pittsburgh, o a Singapore, spiega Ratti. Credo anche l’Italia debba giocare questa partita. Soprattutto, iniziare a portare la self-driving cars significherà andare a pensare nuovi stili di vita, basati sulla condivisione e su sistemi di trasporto ibridi da pubblico e privato».

 

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