La sindrome dell’occhio secco: 10 suggerimenti per alleviare i sintomi

Se capita spesso che i vostri occhi sono irritati e rossi, potrebbe essere un caso di sindrome dell’occhio secco. Ecco alcuni consigli che faranno al caso vostro.

Ecco alcuni rimedi in caso di secchezza degli occhi.
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Può capitare piuttosto spesso che i tuoi occhi siano arrossati ed irritati, ma non sai spiegarti il perché. Se non soffriamo di particolari allergie e non abbiamo mai avuto la congiuntivite, potrebbe essere un caso di “sindrome dell’occhio secco”, tradotta in inglese Dry Eye Syndrome. Si tratta di un disturbo abbastanza diffuso che colpisce minimo 350 milioni di persone in tutto il mondo.

In pratica, la sindrome dell’occhio secco causa l’impoverimento del film lacrimale, chiamato di solito a lubrificare la superficie del bulbo oculare. Le cause? Ormonali, ambientali oppure per abitudini di vita non proprio salutari. Coloro che soffrono della sindrome dell’occhio secco, sono alle prese con bruciore, irritazione, fastidio alla luce e la spiacevole sensazione di avere un corpo estraneo all’interno dell’occhio. Un disturbo davvero fastidioso, a maggior ragione se dobbiamo lavorare oppure studiare.

 

Non aspettate che passi!

 

La sindrome dell’occhio secco è un disturbo che colpisce in modo particolare le donne, gli anziani e i bambini. Secondo quanto sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si tratta di uno dei disturbi maggiormente sottovalutati e di conseguenza non curati nel modo migliore possibile.

Nella stragrande maggioranza dei casi si decide di non fare nulla, preferendo sopportare le implicazioni della sindrome, forti della convinzione che si tratti di un problema di poco conto. Non c’è cosa peggiore di questo. Infatti il dottor Giorgio De Santi, un oculista esperto in omeopatia presente nella dirigenza medica dell’unità di Oculistica dell’Ospedale di Rho, avverte che “è un errore, perché se le lacrime sono troppo poche l’occhio è più esposto all’aggressione di allergeni e germi. Inoltre le lacrime svolgono una indispensabile funzione di spazzine, aiutando la rimozione di piccoli corpi estranei”.

 

Le cause all’origine della sindrome dell’occhio secco

 

Ma quali sono concretamente le cause che scatenano questo disturbo degli occhi? Sempre il dottor De Santi rivela che: L’uso prolungato del computer e dello smartphone contribuisce alla comparsa del fastidio. Anche il fatto di stare a lungo al chiuso, in ambienti con aria secca non aiuta”.

 A scatenare l’insorgere della sindrome potrebbe essere anche l’assunzione di determinati farmaci, come ad esempio gli anticoncezionali, gli ansiolitici e gli antidepressivi, che contribuiscono a ridurre la quantità di lacrime a nostra disposizione, poiché “queste sostanze agiscono proprio sull’attività delle ghiandole lacrimali, riducendola. In alcuni periodi della vita il disturbo si fa sentire di più. In gravidanza o in menopausa, per esempio, le oscillazioni ormonali di estrogeni e progesterone influenzano la qualità e la quantità del film lacrimale”.

 

Un disturbo che colpisce anche i personaggi televisivi

 

La sindrome dell’occhio secco facilita la comparsa di irritazioni e congiuntiviti, in special modo durante la primavera, quando cioè la luce si fa più intensa e la presenza nell’aria di allergeni complicano la situazione. A soffrire di questo disturbo è stata anche la famosa attrice statunitense Jennifer Aniston, che non ha avuto esitazioni a definirlo il fastidio più grande patito direttamente sul set cinematografico: l’attrice era costretta ogni volta ad interrompere per dieci minuti le riprese in modo da applicare sugli occhi una garza umida.

Un altro personaggio televisivo a soffrire di questo disturbo è stata la conduttrice italiana Tessa Gelisio, che racconta: “Quando conducevo Pianeta Mare ero sempre in mezzo alle onde, esposta al vento e al sole. Questo mi aveva portato ad avere problemi agli occhi che curavo con prodotti tradizionali, che mi davano però solo un beneficio temporaneo. Poi ho iniziato ad applicare un collirio omeopatico a base di camomilla ed eufrasia e nell’arco di un mese ho risolto il mio problema in maniera definitiva. Quando avverto fastidio agli occhi, poche gocce del collirio omeopatico sono sufficienti per risolvere il disturbo”.

Quindi quali sono i consigli utili ad attenuare i sintomi della sindrome dell’occhio secco? Eccone alcuni che possono essere seguiti anche in caso di semplice stanchezza degli occhi o di allergia.

 

sindrome dell’occhio secco

 

Non eccedere con il computer

 

Per prima cosa è molto importante non spendere troppo tempo davanti allo schermo del pc o di altri device. Fissare per ore lo schermo del pc, del tablet o dello smartphone riduce il meccanismo involontario dell’ammiccamento, che fa alzare e abbassare le palpebre e, quindi, aiuta a distribuire il film lacrimale sulla superficie dell’occhio”, sostiene il dottor De Santi. L’ideale sarebbe cercare di allontanare lo sguardo dal video almeno ogni ora, chiudendo gli occhi qualche minuto e coprendoli con le mani, in modo da farli riposare.

 

sindrome dell’occhio secco

 

Non trascurare la ginnastica oculare

 

Fissare continuamente un determinato punto significa non far lavorare i muscoli delle ciglia, le palpebre ed infine le ghiandole lacrimali. Questo porta inevitabilmente ad un maggiore senso di stanchezza. Ecco quindi che è fondamentale fare sempre un po’ di ginnastica oculare. Un esempio? Guarda attentamente per più di qualche secondo tre oggetti posizionati a distanze differenti, ammiccando e strizzando le palpebre più volte, infine fai roteare gli occhi. Questi esercizi facilitano l’afflusso del sangue e dell’ossigeno ai tessuti.

 

sindrome dell’occhio secco

 

L’importanza del bere

 

L’ideale sarebbe riuscire a bere almeno un litro e mezzo di acqua al dì, per non compromettere anche il benessere dei nostri occhi. “Se l’apporto idrico quotidiano non è sufficiente, l’organismo tende a disidratarsi. La pelle diventa più arida, si ha la sensazione di bocca asciutta e la produzione di lacrime si riduce”, mette in guardia l’esperto. Non solo bere tanto, è altresì importante bere un bicchiere di acqua ogni tanto, magari in piccoli sorsi.

 

sindrome dell’occhio secco

 

Preferire le verdure fresche e il pesce

 

“Per combattere la secchezza oculare occorrono acidi grassi insaturi del tipo omega 3, che favoriscono l’idratazione dei tessuti dell’occhio e rendono il film lacrimale più spesso e protettivo”, rivela l’oculista. Dove si trovano questi acidi grassi? In particolare nel pesce azzurro. Un altro elemento di cui non si può fare a meno è la vitamina A, che protegge le strutture oculari dai pericoli esterni. La vitamina A è contenuta negli ortaggi (carote, peperoni, pomodori, radicchio, spinaci e zucca), ma anche nelle uova e nei formaggi.

 

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Mantenere umido l’ambiente

 

Un problema che molto spesso si riscontra sia nelle case che negli uffici è l’aria troppo secca. In inverno il problema è additabile al riscaldamento, mentre durante l’estate all’aria condizionata. Mantenere un giusto tasso di umidità è molto importante. Infatti, se l’umidità scende sotto il 50%, oltre a traspirare di più e a perdere molti più liquidi, avvertiremo presto la secchezza di labbra e occhi.

Un rimedio efficace e immediato è quello di ricorrere ad un umidificatore, che alzi il tasso di umidità almeno al 60%. Un’altra soluzione è sistemare sulla scrivania un contenitore di acqua calda che renderà meno secca l’aria nelle immediate vicinanze.

 

sindrome dell’occhio secco

 

Limita l’uso delle lenti a contatto

 

Le lenti a contatto fanno da tappo sull’occhio, poiché vanno a coprire la cornea non consentendole di immagazzinare ossigeno, portando quindi alla disidratazione. “È possibile quindi avvertire una sensazione di occhio asciutto e irritato dopo aver tolto le lenti che può diventare cronica con il passare del tempo. Le lenti a contatto vanno quindi alternate a un buon un paio di occhiali”, spiega De Santi.

 

sindrome dell’occhio secco

 

Indossa sempre gli occhiali

 

Oltre a consentirci di vedere meglio, gli occhiali rappresentano anche una vera e propria protezione per le strutture oculari. “Quando si sta a lungo davanti al computer, gli occhiali riposanti limitano l’affaticamento e l’eccessiva evaporazione del film oculare, creando un microambiente umido. Gli occhiali da sole sono necessari per filtrare i raggi UV, che fanno evaporare il film lacrimale e quindi aumentano la sensazione di fastidio e prurito. Inoltre, tengono lontano pulviscolo e allergeni”.

 

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Il collirio omeopatico

 

Un ottimo rimedio contro la sindrome dell’occhio secco possono essere due gocce di collirio omeopatico a base di Euphrasia officinalis e Chamomilla vulgaris, da applicare fino a sei volte al dì. Si tratta di un prodotto può essere utilizzato da tutti e che migliora sia la qualità che la quantità del film lacrimale.

“Si può aggiungere anche il medicinale omeopatico Bryonia alba 9 CH quando si soffre di secchezza generalizzata e ha la sensazione di bocca asciutta. Alumina 9 CH va bene se anche la pelle è secca e se si beve poco. In entrambi i casi vanno assunti 5 granuli 3 volte al giorno per almeno un mese”, consiglia l’esperto.

 

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Basta fumare

 

Se si vuole superare la secchezza degli occhi sarebbe di enorme contributo smettere di fumare. Perché? I gas nocivi che vengono emessi dalla combustione del tabacco arrivano facilmente alla superficie oculare. L’effetto è quello di impoverire il film lacrimale, velocizzando il processo di invecchiamento delle strutture oculari.

 

sindrome dell’occhio secco

 

Chiedi consulto al medico

 

Se dopo aver seguito questi piccoli suggerimenti, il problema della secchezza degli occhi persiste, dovrete rivolgervi necessariamente ad un oculista, l’unico in grado di fare test accurati come la misurazione delle lacrime prodotte. Infatti non è escluso che la sindrome dell’occhio secco possa dipendere da altri disturbi.

“La secchezza oculare potrebbe infatti essere causata dalla sindrome di Sjögren, una disfunzione che altera la struttura delle ghiandole lacrimali e, di conseguenza, causa una ridotta produzione di lacrime. Si cura con colliri medicati, a base di acido ialuronico o polivinilpirrolidone, indicati dal medico, spiega il dottor De Santi.

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