Carlo Ratti, l’architetto italiano che dirige un LAB al MIT di Boston

Carlo Ratti è un estroso architetto torinese, autore di progetti innovativi in cui l’architettura urbana viene incontro alle esigenze delle persone. Come? Attraverso un uso studiato della tecnologia.

Carlo Ratti è stato nominato anche tra i 25 creativi che rivoluzioneranno il mondo del design.
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Se fino a qualche tempo fa poteva essere tranquillamente definito come uno dei migliori talenti del settore, ora Carlo Ratti si è definitivamente affermato come protagonista indiscusso all’interno del dibattito internazionale riguardo l’introduzione di nuove tecnologie nelle città. Merito anche di un approccio ottimistico e concreto, oltre a spiccate doti comunicative.

 

Carlo Ratti e SENSEable City Lab

 

Per chi non lo conoscesse, Carlo Ratti è un architetto e ingegnere nativo di Torino, che ha fondato, e dirige tuttora, il SENSEable City Lab al prestigioso MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston: un laboratorio nel quale vengono eseguite ricerche sulle città del futuro, in cui l’architettura urbana sia in grado di ascoltare e rispondere di conseguenza alle esigenze della gente. Ecco quindi la collaborazione tra diversi esperti (ingegneri, architetti, informatici e sociologi) tesa ad interrogarsi sull’impatto che la rivoluzione digitale ha avuto e continua ad avere sulle nostre città.

 

L’iniziativa nel Salone del Mobile

 

Recentemente è stato presentato al grande pubblico il suo ultimo padiglione all’avanguardia per il Salone del Mobile di Milano: si tratta di “Living Nature. La Natura dell’Abitare” ed è nato dal progetto del suo studio CRA-Carlo Ratti Associati. Un padiglione innovativo, che verrà innalzato nel cuore stesso della città di fronte a Palazzo Reale, caratterizzato da un sistema di controllo del clima degli ambienti, per mezzo del quale tutte le stagioni vengono ricreate simultaneamente.

L’iniziativa prevista per l’attesissimo evento milanese non è di certo un esordio sul grande palcoscenico, dato che fin dal 2015 Carlo Ratti è noto come uno degli architetti Expo Milano più stimolanti. Tutto merito del progetto fuori dagli schemi del padiglione della Coop – Future Food District, la cui evoluzione definitiva ha aperto i battenti nel 2016 proprio a Milano Bicocca.

Invece in occasione del Salone del Mobile 2016, venne presentato ufficialmente quello che era il primo prototipo dello sgabello interattivo Vitra Lift-Bit: un’esposizione andata in scena all’interno della mostra ROOMS Novel living concepts alla Triennale di Milano, dove CRA-Carlo Ratti Associati è impegnato tutt’oggi.

 

Carlo Ratti
Sun&Shade è la suggestiva copertura sorta nella città di Dubai e firmata Carlo Ratti.

 

La parola chiave è innovazione

 

Living Nature è il frutto del lavoro portato avanti dallo studio Ratti, autore di progetti che spaziano dall’arredo fino alla pianificazione urbana, rispettando sempre un design essenziale che si sposi con un uso funzionale e specifico delle tante tecnologie disponibili oggi sul mercato.

La stessa mission che traspare anche nel Trussardi Dehors situato nella piazza della Scala di Milano, connotato dal giardino verticale di Patrick Blanc, e nel progetto di riconversione dell’ex Milano World Expo in un parco per la scienza, la conoscenza e l’innovazione.

Infine, un altro esempio può essere l’ultimo progetto sviluppato per l’agenzia autostradale italiana ANAS: si chiama Smart Road System ed è un sistema sperimentale per il controllo delle auto a guida autonoma, che prevede l’impiego anche di droni.

 

Da cosa passa la rivoluzione urbana?

 

Così come fatto per tutta la serie di lavori portati a compimento dal suo studio, Carlo Ratti ha voluto basare la sua ricerca al MIT di Boston sui punti di congiunzione tra due mondi differenti, quello fisico e quello digitale, sfruttando le competenze provenienti da diversi campi, architettura, ingegneria ed informatica. “Open Source Architecture” e “La città di domani” (quest’ultimo uscito in Italia recentemente) sono libri in cui Ratti intende individuare un rapporto rinnovato tra persone, città e tecnologie, nel tentativo di definire il concetto di rivoluzione urbana. Ecco quindi che appare necessario anche vagliare le più recenti innovazioni proveniente dallo sviluppo dello Iot, ossia l’internet delle cose.

Non a caso la Senseable city raccontata da Ratti è una città in grado di ascoltare. “Il termine senseable mette più enfasi sul lato umano delle cose. In contrasto con l’aspetto tecnologico fine a sé stesso che prevale ad esempio nella locuzione smart city”, ci tiene a sottolineare Ratti. La peculiarità dei suoi progetti è che in essi viene posto sempre al centro di tutto l’uomo e non lo sviluppo della tecnologia.

 

Le invenzioni oltreoceano

 

Nel SENSEable City Lab al MIT sono stati sviluppati nuove tecnologie come ad esempio la bicicletta intelligente di Carlo Ratti Copenhagen wheel oppure il sistema di climatizzazione personalizzato in grado di seguire l’utente negli spostamenti di Local Warming. Oltre a questi progetti inoltre ne sono stati teorizzati tanti altri, come TrashTrack, una mappatura della “vita” dei rifiuti che produciamo, o Treepedia, una sorta di atlante del verde cittadino.

 

La nuova frontiera della produzione

 

La nuova rete di informazioni sta sempre più cambiando il sistema di produzione, che invece di puntare alla standardizzazione sta cercando di focalizzarsi sull’individualità. “La risposta delle persone è cruciale per noi perché ci aiuta a migliorare il design”, ammette lo stesso architetto.

Commentando il malfunzionamento del sistema di controllo dei muri di acqua del Digital Water Pavilion a Expo di Zaragoza 2008, Ratti guarda anche al lato positivo dell’accaduto: “È questa imprevedibilità casuale della macchina, che ha trasformato una struttura programmata in un’opera aperta. Mostrandoci che l’uso che dobbiamo fare della tecnologia è ancora tutto da inventare e da scoprire”.

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