In che modo Google e Facebook affrontano le relazioni tra dipendenti?

Molto spesso, le grandi aziende concedono ai loro dipendenti la possibilità di chiedere un appuntamento a un o una collega una sola volta. È il modo giusto per gestire le relazioni tra dipendenti?

Nell'immagine tratta dalla serie tv Suits, due colleghi alle prese con una relazione sentimentale.
0 23

Le relazioni sul luogo di lavoro non sempre sono positive, anzi a volte possono diventare un vero e proprio problema per l’azienda stessa. In che modo, quindi, i grandi colossi mondiali nel campo della tecnologia, che danno impiego a migliaia di persone, riescono a gestire le relazioni tra i propri dipendenti? A provare a rispondere a questa domanda ci ha pensato The Wall Street Journal. Infatti, il quotidiano statunitense ha riportato le nuove disposizioni prese da alcune grandi società statunitensi atte a regolare i rapporti sentimentali tra dipendenti, evitando il più possibile che possano diventare causa di situazioni spiacevoli.

Esiste solo una possibilità

Le giornaliste Yoree Koh e Rachel Feintzeig hanno deciso di iniziare il loro pezzo proprio in questo modo: “Si può ancora chiedere un appuntamento a qualcuno con cui si lavora? Sì. O meglio, dipende. Potreste doverlo rendere pubblico”. L’articolo, subito ripreso da diversi altri quotidiani, riporta un dato di fatto singolare riguardo Facebook e Alphabet, società di Google: infatti, in entrambe queste società “c’è una regola che prevede che un o una dipendente possa chiedere solo una volta a un altro [o altra] di uscire insieme. Se la risposta è “no”, non può chiederlo di nuovo”.

In seguito ad una chiacchierata intrattenuta con Heidi Swartz, responsabile di Facebook per le leggi sul lavoro, il The Wall Street Journal ha scritto che all’interno di Facebook anche risposte piuttosto ambigue come ad esempio “sono occupato/a” o “stasera proprio non posso” valgono a tutti gli effetti come un vero e proprio “no”. Detto in parole povere, tutto ciò che non è un “sì” viene considerato un “no”.

Le relazioni tra dipendenti

Comunque sia, le regole interne stabilite da Facebook non obbligano i dipendenti che hanno una relazione ad informare della cosa le risorse umane. Tuttavia, il The Wall Street Journal sostiene che “Facebook ha fiducia che, nel caso in cui ci siano conflitti di interessi, i dipendenti comunichino la loro relazione”. Mentre per quanto riguarda Google, un portavoce dell’azienda di Mountain View ha ammesso che la società, che secondo il The Wall Street Journal segue la medesima linea dell’azienda di Mark Zuckerberg, ha introdotto fin dal 2004 norme sui colleghi che si frequentano fuori dagli orari di lavoro, senza fornire però ulteriori dettagli.

Difficile distinguere un interesse romantico

Lo stesso tipo di regole sono state adottate oppure rese più rigide anche da molte aziende statunitensi nel corso degli ultimi mesi, in conseguenza del numero sempre più elevato di denunce di molestie sessuali o comunque comportamenti poco opportuni in vari ambienti di lavoro. Queste regole sono molto importanti per società del calibro di Google e Facebook, che negli States hanno creato veri e propri campus, per fare in modo che i dipendenti trascorrano parte del loro tempo insieme, non soltanto in ufficio.

Come hanno scritto KohFeintzeig: “Nel caso delle grandi società tecnologiche, la linea tra passare insieme del tempo e avere un interesse romantico può essere difficile da definire, perché i dipendenti mangiano insieme, vanno in palestra insieme, frequentano lo stesso parrucchiere e le società stesse li spingono a passare insieme più tempo possibile”.

Le regole non escludono una relazione

Sulle pagine di Slate, Susan Matthews è convinta che le regole “non impediscono che, dopo un primo no, nasca una relazione. Dicono solo che sono le persone che hanno detto il primo no che a quel punto potranno cambiare idea, nel caso lo vogliano”. È abbastanza facile riuscire a capire quando un qualcuno sta proponendo a qualcun altro un’uscita, e se quel qualcun altro è favorevole o meno alla proposta. Non esistono ancora risposte su come comportarsi nel caso di relazioni della durata di pochi giorni, addirittura soltanto di una notte o nell’eventualità di relazioni esistenti da diverso tempo che siano note ai colleghi.

L’importante è essere chiari

Anna Blinder, responsabile delle risorse umane della Asana, una società che produce un software in grado di facilitare la comunicazione tra gruppi di lavoro, sostiene: “Possono esserci aree grigie quando metti delle persone insieme in una stanza per tanto tempo, la cosa più importante per prendere decisioni giuste è la chiarezza”. Secondo la Blinder, la cosa migliore da fare è quella di mettere al corrente in modo formale a qualcuno delle risorse umane di avere una relazione di qualche sorta con un o una collega.

Cosa sono i “love contracts”

Jacqueline Breslin, consulente per le risorse umane nella società TriNet, rivela che negli ultimi mesi dello scorso anno ha ricevuto più di qualche domanda riguardo i cosiddetti “love contracts”. Come riporta il The Wall Street Journal, esistono dei contratti “con cui una coppia si accorda insieme con l’azienda per comportarsi in modo professionale sul luogo di lavoro, dichiarando di essere in quella relazione per scelta e non per qualche tipo di imposizione”. Tuttavia, Breslin ha tenuto a precisare che questo tipo di accordi “possono essere percepiti come molto invasivi e intrusivi”.

Commenti
Loading...