La dieta della dopamina: dimagrire mangiando i cibi della felicità

Lo chef inglese Tom Kerridge, 2 stelle Michelin, racconta come è riuscito a dimagrire in un libro che sta per uscire anche in Italia. La sua scelta vincente? Puntare sui cibi della felicità.

Tom Kerridge ha riassunto la sua esperienza personale in un libro.
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Prende il nome di Dopamine Diet, tradotto in italiano dieta della dopamina (quindi del piacere), il particolare schema alimentare messo a punto da Tom Kerridge, chef inglese che vanta ben due stelle Michelin. Oltre ad apparire frequentemente in programmi tv dedicati al mondo della cucina, Kerridge è una presenza fissa sul canale Bbc Two, diventando così una vera e propria star della televisione britannica.

La dieta della dopamina 

Grazie alla dieta della dopamina, lo stesso chef è riuscito a perdere 76 chili in tre anni. Come? Presentando a tavola i cosiddetti cibi della felicità, ossia quegli alimenti in grado di motivare la persona nel continuare la dieta. Infatti punto centrale del regime alimentare pensato da Kerridge, non possono che essere il piacere e la soddisfazione del palato, da cui prende spunto il nome stesso della dieta.

Che cos’è la dopamina

La dopamina è un importante neurotrasmettitore che appartiene alla famiglia delle catecolamine ed è chiamata a controllore diverse funzioni del corpo (movimento, sonno, capacità di attenzione e cognitive). Si tratta di una sostanza sintetizzata in laboratorio per la prima volta nella storia nel 1910 da due chimici britannici, George Barger e James Ewens (entrambi appartenenti alla compagnia Wellcome di Londra).

Il merito della scoperta della presenza della dopamina all’interno dell’encefalo va riconosciuto invece alla ricercatrice inglese Kathleen Montagu, che nel 1957 riuscì ad identificarla presso i laboratori del Runwell Hospital di Londra.

“Nessun regime era adatto a me”

Tornando ai giorni nostri, Tom Kerridge ha deciso di affidare ad un libro la spiegazione di come sia effettivamente arrivato a ideare il suo regime alimentare. Il libro in questione, “La miracolosa dieta della dopamina” (336 pagine, 10 €), dopo essere scalato le classifiche di vendita in Gran Bretagna, è pronto a fare la sua apparizione anche in Italia.

A 40 anni ero arrivato a 190 kg: non è facile restare in forma quando si trascorrono moltissime ore ai fornelli, tra un assaggio e l’altro. Capivo di aver bisogno di cambiare drasticamente qualcosa nel mio modo di mangiare, ma nessuno dei regimi più in voga pareva adatto a me: erano tutti troppo drastici, restrittivi o semplicemente sgradevoli. Sapevo che la mia situazione non poteva essere risolta con una dieta lampo. Dovevo trovare un menu al quale attenermi nel lungo periodo, un nuovo stile di vita sano con il quale rimpiazzare le mie vecchie (e pessime) abitudini”.

L’intuizione dello chef inglese

“La dopamina è un neurotrasmettitore, cioè una sostanza prodotta dalle cellule del sistema nervoso che regola le sensazioni emotive positive (è infatti nota come “l’ormone del piacere”). Una sua carenza conduce a un peggioramento dell’umore, con sintomi di stanchezza, apatia e ricerca del cibo come consolazione. L’idea che sta alla base del piano nutrizionale di Tom Kerridge non è sbagliata: la maggior parte delle persone fatica a seguire uno schema dimagrante per un lungo periodo a causa delle sensazioni di tristezza, ansia e nervosismo generate dalla fame, spiega la dottoressa Diana Scatozza, medico specialista in scienza dell’alimentazione.

Data l’impossibilità di assumere per via diretta la dopamina, l’intuizione di Kerridge è stata appunto quella di individuare tutta una serie di alimenti in grado di facilitare il rilascio del neurotrasmettitore del piacere. Infatti Graziana D’Oro, biologa nutrizionista, spiega che: “La dopamina è una sostanza estremamente labile, ragione per cui non può essere assunta direttamente. È tuttavia possibile incrementarne la produzione assumendone i precursori, cioè le sostanze che l’organismo utilizza per costruirla: gli amminoacidi fenilalanina e tirosina”.

Gli eroi della dopamina

Quindi, quali sono gli alimenti identificati dallo chef stellato? Gli “eroi della dopamina”, come vengono definiti dallo stesso Kerridge, sono molteplici e comprendono i prodotti caseari, come formaggi, fiocchi di latte, yogurt intero e panna, e le uova. Non solo. Rientrano nella speciale lista anche i pesci grassi, fonti di Omega 3 e di vitamina D, come salmone, sardine, sgombro, fino ad arrivare anche ai frutti di mare. Nello schema nutrizionale dello chef non manca la carne, la condizione imprescindibile però è che provenga direttamente da animali che sono stati allevati all’aperto. Infine la dieta della dopamina include il consumo di frutta stagionale, come mele, bacche e uva nera che contengono la quercetina: si tratta di un antiossidante che offre al cervello un aiuto per limitare la perdita di dopamina. Non possono poi mancare frutti in guscio, come ad esempio mandorle, nocciole e noci, fondamentali per preservare la salute dei neuroni, così come gli ortaggi e i cibi piccanti.

“Le ricette che prevedono l’uso di peperoncino non incrementano i livelli di dopamina, ma favoriscono il rilascio nel cervello di endorfine, l’antidolorifico naturale del corpo che dona una sensazione di benessere e appagamento”, rivela Tom Kerridge.

Infine trovano posto nella lista dello chef anche cioccolato, tè verde, vaniglia, lavanda, semi di sesamo e alga spirulina: tutti validi per stimolare la secrezione degli ormoni utili per dimagrire.

Fare attenzione ad alcol e carboidrati

Nel suo libro, è possibile leggere che due delle prime cose a cui Kerridge ha posto un freno sono state l’alcol e i carboidrati. “Quando ho deciso che era giunto il momento di mettermi a dieta e ho iniziato a documentarmi, mi sono reso conto che, per prima cosa, dovevo assolutamente rinunciare all’alcol (calorico e dannoso per la salute) e ridurre i carboidrati (consumati in eccesso favoriscono la liberazione di insulina che trasforma gli zuccheri presenti nel sangue in grasso)”.

La dieta della dopamina messa a punto da Kerridge è iperproteica, dato che esclude il consumo di pasta, riso e cereali in chicco. Come abbiamo avuto modo di vedere, gli alimenti che contengono al loro interno la tirosina e la fenilalanina, sono appunto la carne, il pesce, il formaggio.

“Gli zuccheri, semplici o complessi che siano, sono stati banditi dallo chef inglese anche per il loro effetto “negativo” sull’umore: appena li consumiamo ci sentiamo euforici, ma quando iniziano a calare avvertiamo stanchezza e nervosismo, in un saliscendi continuo che ci destabilizza, ostacolando il nostro desiderio di perdere peso, sostiene la dottoressa in scienza dell’alimentazione Scatozza.

Chiedere sempre consulto ad uno specialista

Nelle pagine del suo libro, Tom Kerridge vuole proporre ai lettori uno schema nutrizionale con menu studiati e precisi, suggerendo quali cibi devono essere preferiti e rivelando un’ampia gamma di ricette di alta cucina con cui ridurre il numero delle calorie senza dover rinunciare al piacere del cibo.

Come in ogni dieta, non bisogna entusiasmarsi troppo alla prospettiva di scendere drasticamente di peso, magari agendo avventatamente. Sempre l’esperta in alimentazione raccomanda di prestare particolarmente attenzione prima di iniziare a seguire questo tipo particolare di dieta: Se devi perdere più di 10 chili è meglio che ti affidi a uno specialista. O, almeno, che chiedi il parere del tuo medico di base. Prima di iniziare a seguire qualsiasi tipo di regime dimagrante è bene accertarsi di essere in ottime condizioni di salute: controllare la glicemia, il colesterolo, la funzionalità del fegato e dei reni. Eccedere con i cibi proteici provoca un’elevata produzione di tossine (scorie azotate) che per essere eliminate costringono l’organismo a un super lavoro. Insomma: ok puntare sui cibi che stimolano la produzione di dopamina, ma accompagnandoli sempre con cereali integrali e legumi. Il vantaggio sarà duplice. Faremo il pieno di fibre, che rallentano l’assorbimento di grassi e zuccheri, e di triptofano, che favorisce la secrezione di serotonina, il nostro ormone del benessere”, spiega la dottoressa Scatozza.

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