La missione di Mark Zuckerberg per il 2018

Mark Zuckerberg, fondatore nonché amministratore delegato di Facebook, ha rivelato in lungo post i propositi su cui lavorare in vista del nuovo anno.

Mark Zuckerberg fissa i propositi per il nuovo anno.
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“Il mondo sembra vivere in uno stato di ansia e contrasto, e Facebook ha un sacco di lavoro da fare. Deve proteggere la nostra comunità online dall’odio e dagli abusi, ma anche dalle interferenze degli Stati nazionali e fare in modo che il tempo speso su Facebook sia utile”. È il preambolo del lungo post apparso nelle scorse ore sulla pagina personale di Mark Zuckerberg, fondatore e amministratore delegato del famoso social network, nel quale annuncia gli obiettivi in vista del nuovo anno. Uno di questi, è bloccare sul nascere ogni tentativo di uso scorretto e violento della comunicazione.

Nel giro di qualche mese, quindi, Zuckerberg torna a parlare delle criticità della sua “creatura”. In occasione dello scorso Yom Kippur, festeggiato il 2 ottobre, il CEO di Facebook aveva dichiarato: “Chiedo scusa per i modi in cui il mio lavoro è stato usato per dividere le persone invece che unirle. Chiedo scusa e farò meglio il mio lavoro”.

L’anno del rilancio?

“Nel 2018 cercheremo di risolvere questi importanti problemi”, prosegue poi lo stesso Zuckerberg. “So che non riusciremo a risolverli tutti, ma oggi stiamo commettendo troppi errori perché non riusciamo ad impedire l’uso improprio della nostra piattaforma […] Si tratta di temi che riguardano la storia, l’etica, la filosofia, il giornalismo, il governo e naturalmente la tecnologia. Non vedo l’ora di riunire gruppi di esperti con cui discutere di questi problemi”.

In gioco il ruolo delle tecnologie

Nel suo post, Zuckerberg ha parlato anche di una delle questioni più dibattute del momento: “Uno dei temi più importanti che interessano oggi la tecnologia è la questione centralizzazione contro decentralizzazione (riferendosi alle tecnologie, ndr). Molti di noi hanno abbracciato la tecnologia credendo che avrebbe dato più potere alle persone. Negli anni Novanta e Duemila, molti pensavano che la tecnologia sarebbe stata una forza decentralizzata. Quindi non soggetta al controllo di un’autorità centrale, come governi, o istituzioni sovranazionali. Ma oggi molte persone hanno perso questa fiducia”.

“Con l’ascesa di un piccolo numero di grandi società tecnologiche – e con i governi che utilizzano la tecnologia per controllare i loro cittadini – molti oggi credono che la tecnologia centralizzi il potere anziché decentralizzarlo”, ha commentato Zuckerberg.

Il fenomeno delle criptovalute

Per quanto riguarda uno dei fenomeni più discussi del momento, ovvero quello delle criptovalute, Zuckerberg ritiene che: “Ci sono già delle controtendenze di questo fenomeno – come la crittografia e il mondo delle criptovalute – che tolgono il potere dalle istituzioni centrali e lo rimettono nelle mani delle persone. Ma il rischio è che siano troppo difficili da usare. Mi interessa approfondire e studiare gli aspetti positivi e negativi di queste tecnologie e il modo migliore di usarle nei nostri servizi”.

Una dichiarazione che lascerebbe intendere la volontà di Zuckerberg di ricorrere a soluzioni che si basano sulla tecnologia blockchain, ossia il motore di Bitcoin e delle altre criptovalute, per cercare di risolvere i problemi di Facebook.

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