Sai dov’è l’isola di Skye… di Claudia Verga

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L’isola di Skye raccontata da Claudia Verga

Se avete voglia di meditare all’insegna della solitudine e degli spazi sconfinati visitate l’isola di Skye, nelle Ebridi Interne.

Se infatti come Petrarca non volete percorrere strade battute da “vestigio human”, Skye è la terra che fa per voi, in un contatto stretto con la natura che ormai siamo poco abituati ad ascoltare.

Imbarcate l’auto sul traghetto che parte dal porto di Mallaig e che in mezz’ora vi conduce su quest’isola incantevole, una volta scesi non sarà mai stato così piacevole guidare. Dirigendovi verso nord-est, attraversate la Trotternish Peninsula.

Colline verdi dai dolci declivi si apriranno ai vostri occhi, rilievi dalle forme tonde e morbide intervallati da piccoli specchi d’acqua, e, ovunque volgerete lo sguardo, non vedrete essere umano, bensì, più  facilmente, pecore o il bue muschiato.

Sì, perché in questo viaggio i veri compagni di avventura sono le pecore: non ne ho mai viste così tante, quelle caratteristiche con il muso nero, the sheep with black nose, hanno il manto più lanoso e bianco delle nostre, sparse qua e là per le distese verde brillante come in un presepe.

E poi c’è il simpatico bue muschiato, che ha una sorta di ciuffo marrone rossiccio che gli cade sugli occhi e che riposa pacifico mentre mastica erba.

Proseguendo sempre verso nord, particolarmente spettacolare è anche la cascata di Kilt Rock, una formazione basaltica da cui precipita una lunga e fragorosa cascata.

Le scogliere alte e marroni della costa a precipizio sul mare sono comunque d’ammirare e ricordano paesaggi della costa americana.

La Scozia però, si sa, è anche la terra dei castelli arroccati e particolarmente suggestivo è quello di Dunvegan del clan dei MacLeod; l’abbiamo visto nell’ora del tramonto, abbarbicato sulla roccia in un luogo idilliaco.

Vi piacerà infine, se cercate un po’ di compagnia e un bicchierino di whisky, la cittadina principale dell’isola, Portree, sì  proprio quella le cui casette dai colori pastello rosa, azzurro e giallino chiaro affollano le copertine dei cataloghi della Scozia.

È minuscola, il centro propulsore è proprio lì al porto, concentrato in quelle cinque facciate colorate.

Però è proprio lì che abbiamo assistito ad un’esibizione folcloristica di uomini e donne vestiti con il kilt di tartan rosso e azzurro con le cornamuse che ci hanno riportato al fascino di queste popolazioni gaeliche.


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