Perché scaldare la plastica nel microonde fa male, quello che non sai

La maggior parte dei cibi precotti viene confezionata in contenitori di plastica da scaldare nel forno a microonde, ecco quello che non sai!

Perché scaldare la plastica nel microonde fa male
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Perché scaldare la plastica nel microonde fa male? Questo materiale risulta particolarmente sensibile agli sbalzi termici; anche tenere le bottiglie d’acqua al sole, nell’auto o nel congelatore è infatti dannoso! Il calore provoca una reazione chimica diretta con i materiali plastici, che rilasciano la diossina (una sostanza nociva per il nostro organismo) nell’acqua.

La diossina si aggrappa in modo piuttosto aggressivo al tessuto umano, con il rischio di provocare pericolosi tumori (come quello alla mammella). Risolvere l’inconveniente della bottiglia d’acqua non è poi così difficile, basterà inserire l’acqua in una borraccia di acciaio inossidabile o, più semplicemente, in un contenitore di vetro.

Cosa accade quando parliamo di cibi precotti posizionati in “comode” confezioni di plastica da cuocere nel forno a microonde per pochi minuti? La situazione si complica, attenzione quindi a non commettere errori.

La diossina è decisamente più tossica rispetto al DDT (mezzo milione di volte in più, secondo recenti studi), si tratta di un insidioso agente inquinante, addirittura paragonato al velenoso mercurio. Gli studiosi la giudicano altamente cancerogena, molto di più rispetto a tante altre materie notoriamente dannose per l’organismo e per l’ambiente.

Gli effetti negativi della plastica inserita nel forno a microonde

Ecco perché è importante fare attenzione a ciò che inseriamo nel forno a microonde. Lo sappiamo, è comodo e veloce. Quante volte, una volta tornato a casa dopo una lunga giornata stressante, trovi sollievo nel preparare la cena scaldando rapidamente cibi precotti per pochi minuti? Le pietanze ultra processate non sono un toccasana per la salute; evita di danneggiare ulteriormente l’organismo con la diossina. Come? Qualche attimo di pazienza in più ed allontanerai inutili rischi! Utilizza sempre i recipienti in vetro come il corning o il pyrex, oppure prova quelli in ceramica. Non dovrai fare altro che travasare la tua pietanza, gettando la confezione in plastica.

La combinazione della alte temperature con i recipienti di plastica provoca il rilascio di diossina nel cibo, che ingeriamo contaminando il nostro corpo. Anche la carta è da evitare, è un materiale deperibile che potrebbe essere impregnato di qualsiasi sostanza chimica (come i comuni coloranti per decorare i packaging).

Cuocere significa devitalizzare, i fast food hanno recentemente modificato la propria tipologia di imballaggi; perché? La motivazione è attribuibile alla diossina, contenuta anche nel film plastico (PVC) utilizzato per avvolgere e riscaldare le pietanze nel forno a microonde. Gli esperti allertano: “Si tratta di una bomba atomica nel cibo, dove l’alta temperatura miscela la tossina velenosa contenuta nella plastica con gli alimenti”.

Quando superiamo i 100 gradi centigradi, i cibi ne risentono: i principi nutritivi come vitamine e sali minerali vengono annientati, risultando non più assimilabili dall’organismo; mentre i grassi si trasformano in acreolina, particolarmente dannosa per il nostro fegato. I cibi contenenti amido come le patate, i biscotti, il pane e la pizza, formano invece la poco salutare acrilammide.

Tutt’ora non si conoscono verità certificate riguardo l’argomento piuttosto scottante; c’è chi parla di allarmismo e inutili leggende metropolitane e chi, invece, avverte i consumatori allertando sui potenziali rischi per la salute. Nel dubbio evitiamo! Spostare la nostra cena in un recipiente di vetro prima di cuocerla nel microonde non richiede fatica. Come spesso accade in queste situazioni, i filoni di pensiero si dividono in due: gli scettici contro i catastrofici. Molto probabilmente presto scopriremo che la verità sta nel mezzo.

Nel frattempo gli studi condotti al riguardo si fanno sempre più consistenti, coinvolgendo un gran numero di esperti del settore sparsi in tutto il pianeta. Quali sono i danni reali provocati dalla plastica riscaldata nel forno a microonde? Una giovane ricercatrice, particolarmente apprezzata nel panorama scientifico, ha recentemente condotto ripetute prove utilizzando quattro bottiglie di plastica riempite con acqua e olio alimentare, scaldate a temperature differenti. I risultati emersi sono piuttosto preoccupanti. La diossina non sarebbe l’unico agente tossico rilasciato dalla reazione chimica.

La donna avrebbe infatti riscontrato la presenza di DEHA (ethyl-hexyl-adepate) e xenoestrogeni, elementi dannosi per l’organismo, potenzialmente cancerogeni per l’essere umano. Le pericolose sostanze sono migrate dalla plastica ai liquidi contenuti nelle bottiglie alla velocità di 200-500 ppm (parti per milione). Si tratta di una cifra spropositata, se confrontata ai limiti di sicurezza posti dalle norme vigenti. Gli xenoestrogeni riducono il numero di spermatozoi nell’uomo causando episodi di oligospermia o azoospermia; alzano inoltre il rischio di tumore al seno femminile.

Perché scaldare la plastica nel microonde fa male, quello che non sai
Scaldare la plastica nel microonde fa male

Scegliere la natura potrebbe risolvere i nostri problemi? Forse si, sarà tuttavia sufficiente adottare qualche accortezza in più. La terra offre preziosi alleati per il nostro benessere, ricchi di principi nutritivi ideali per la salute. Impariamo a consumarli in modo genuino, eliminando dalla dieta i cibi chimici, trattati, colmi di grassi e conservanti. Adottare un’alimentazione sana è una scelta consapevole, un percorso in salita spesso scomodo, ma per cui vale la pena provarci. Stiamo lontano dai cibi spazzatura, dalle pietanze precotte industriali, dalla plastica, dai pesticidi, dagli OGM, dal mercurio e dalla diossina.

Il nostro carburante migliore è composto dai minerali basici contenuti nell’acqua biologica della frutta: spremute di agrumi, uva, mele, pere, mirtilli, lamponi, uva spina, ribes, more del gelso, fichi, pesche, ciliegie, melograni, kaki, albicocche. Una scelta vastissima, ricca di colori e profumi, impossibile resistere! E tra le verdure? Cucina invitanti piatti composti da zucchine, melanzane e pomodori, il tuo organismo ringrazierà.

I minerali basici inclusi in questi preziosi alimenti rivestono un ruolo fondamentale per la salute dell’essere umano. Acido citrico, malico, tannico e tartarico, sono inoltre presenti in proporzioni variabili tra loro, conferendo ai frutti sapori differenti. Proprio grazie a queste sostanze il corpo si ricarica di onde vitali, sane e genuine.

I principi contenuti nella frutta alcalinizzano l’organismo; contrariamente ai luoghi comuni, entrano nella circolazione sanguigna una volta assorbiti dall’intestino. Frutta e verdura non presentano controindicazioni, producono effetti alcalinizzanti, pertanto più che positivi. Si degradano facilmente in presenza di ossigeno, formando acido carbonico che si combina a vari sali contenuti nella frutta (soprattutto sodio e potassio). Questa reazione a catena produce nuove importanti molecole, che costituiscono la riserva alcalina per il nostro organismo (quella utilizzata dal sistema immunitario per neutralizzare le sostanze che si formano durante le malattie).

Che cosa significa alcalinizzare il corpo?

Il pH (letteralmente potenziale di idrogeno) è l’indice che misura l’acidità o la basicità di una soluzione. La scala va da 0 (acido) a 14 (basico). A metà troviamo il numero 7, che indica la neutralità assoluta. I valori minori di 7 indicano acidità, quelli superiori sono invece indice di basicità. Il livello del pH dei nostri fluidi influenza fortemente le cellule, il buon metabolismo si sviluppa esclusivamente in un ambiente alcalino. Il pH eccessivamente acido corrode i tessuti e si presenta come fertile terreno per tutte le patologie (dalle malattie degenerative alla depressione).

L’organismo necessita di carburante alcalino, gli acidi sono invece il sottoprodotto dell’attività metabolica. Quando il nostro corpo è acido, è vulnerabile ai germi. Se lo alcalinizziamo, i punti d’appoggio per lo sviluppo delle malattie verranno annientati. Il pH ideale del sangue è 7,365. I malesseri fisici sono spesso il risultato dell’acido in eccesso che altera il corretto pH fisiologico. Come mantenere quindi il livello alcalino costante? Tutto dipende da quello che mangiamo! La nostra dieta riflette direttamente lo stato di salute. Scegliere alimenti acidificanti provoca perdita di energia, sensibilità, irritazione, muco, congestione, infiammazione, sclerosi di tessuti molli, ulcerazione e degenerazione.

Tra i principi alcalinizzanti maggiori necessari per riequilibrare il pH del nostro organismo troviamo i minerali basici come il sodio, il potassio, il calcio e il magnesio. Frutta e verdura (soprattutto i vegetali verdi) ne contengono moltissimi. Da evitare assolutamente le colture cariche di pesticidi e fertilizzanti chimici, dannosi per la salute. I cibi più alcalinizzanti sono crudi, poiché ricchi di elettroni.

Tra le sostanze più acidificanti troviamo invece i cibi ricchi di zuccheri e quelli super proteici (come alcol, carne, proteine animali varie, prodotti industriali, e raffinati). La salute fisica va inoltre supportata da adeguata attività fisica costante, che disintossica l’organismo dalle tossine assimilate. Anche ansia, stress e tensione alterano lo stato alcalino del corpo.

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