L’ortosonnia, l’ossessione del sonno perfetto

Finito al centro di uno studio americano, l’ortosonnia è il disturbo nato a causa della sempre maggiore diffusione di dispositivi in grado di tracciare l’attività del sonno.

Un disturbo studiato da alcuni ricercatori americani.
0 45

Se da un lato dispositivi tecnologici come i fitness tracker hanno portato tutta una serie di vantaggi per il nostro benessere, dall’altro sono anche all’origine di un nuovo disturbo: l’ortosonnia. Molto probabilmente non ne avrete mai sentito parlare, tuttavia si tratta di una vera e propria ossessione, per l’esattezza l’ossessione di avere un sonno perfetto: per riuscirci si cerca di monitorare minuziosamente il sonno attraverso dispositivi all’avanguardia, come fanno appunto i fitness tracker.

L’ortosonnia e i fitness tracker

L’ortosonnia è un nuovo disturbo del sonno individuato dagli studiosi, nato a causa della sempre maggiore diffusione dei dispositivi in grado di tracciare l’attività del sonno: dispositivi che il 10% degli statunitensi indossa quotidianamente. L’ortosonnia implica quindi che basandosi sui risultati registrati, si facciano delle auto-diagnosi del proprio sonno, credendo erroneamente di soffrire di insonnia a causa di periodi di dormite leggere o magari di non dormire a sufficienza. Questo comporta perciò una ricerca ossessiva del riposo perfetto.

Lo studio americano

L’ortosonnia è stata al centro di uno studio, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Sleep Medicine, portato avanti dalla Rush University Medical School e dalla Feinberg School of Medicine della Northwestern University. Uno studio basato su tre casi clinici: nel primo (che fa da esempio agli altri), un uomo ha chiesto consulto al proprio medico per curare irritabilità, difficoltà cognitive e fatica, collegate ai giorni nei quali non raggiungeva le otto ore di sonno completo, almeno secondo il dispositivo che lo tracciava. L’uomo aveva infatti cominciato a monitorare il proprio riposo attraverso un fitness tracker ricevuto in regalo dalla fidanzata un anno prima: proprio come negli altri casi, era seriamente preoccupato per periodi di sonno irrequieto considerato poco salutare.

Strumenti imprecisi

Secondo quanto sostengono i protagonisti dello studio americano, la criticità maggiore è rappresentata dalla scarsa accuratezza dei dispositivi che oggigiorno possiamo trovare sul mercato. Stando a quanto sostiene l’autrice dello studio Kelly Glazer Baron, si tratta il più delle volte di strumenti che non distinguono fra sonno profondo e leggero, possono segnalare che si sta dormendo quando stiamo invece leggendo a letto. Possono perfino rinforzare abitudini sbagliate, se per esempio si sta a letto più a lungo per vedere il monitor segnalare una maggior quantità di riposo. Ci sono persone che amano “quantizzare” se stesse misurando tutto per migliorare la salute fisica e mentale: in alcuni di questi soggetti l’uso improprio dei fitness tracker può portare a stress da “performance di riposo inadeguata” e perfino all’ortosonnia, la ricerca perfezionistica del sonno ideale”.

La portata del disturbo

Un trend che è stato studiato anche da studiosi italiani come Francesco Fanfulla, responsabile dell’Unità di Medicina del Sonno all’IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia, che ha voluto comunque rassicurare che si tratta di un disturbo con una diffusione ancora piuttosto limitata. “Il problema non è ancora estremamente diffuso, ma certo il rischio esiste, perché molti hanno grandi aspettative nei confronti del sonno, visto come una sorta di “spugna magica” che cancelli tutti i problemi. Ed è vero che i prodotti commerciali con la funzione del monitoraggio del sonno sono imprecisi: gli actigrafi medicali, pur non costando molto di più, sono tarati bene, sono sensibili e riconoscono realmente i risvegli; quelli per i consumatori possono segnalare come tali un semplice rigirarsi più volte nel letto”, sostiene lo studioso italiano.

Saper utilizzare bene la tecnologia

Sbarcati sul mercato ormai da qualche anno, abbiamo ormai imparato a conoscere bene smartwatch e fitness tracker, esaltandone quando ce ne era bisogna sia i pregi, ma riportando al tempo stesso anche i difetti. Infatti se da una parte possono rivelarsi veramente utili per monitorare l’attività fisica quotidiana, spronandoci ad alzarci dal divano per fare della sana attività sportiva, dall’altra non sono lo strumento che consente miracolosamente di far dimagrire. Poi riguardo la questione del monitoraggio del sonno, i ricercatori americani sono certi di una cosa: possono esser utili sì nella raccolta dei dati relativi al ritmo sonno-veglia, tuttavia non possono essere ritenuti strumenti autorevoli dal punto di vista medico.

Il reale uso che si dovrebbe fare dei fitness tracker

Non a caso, lo stesso Francesco Fanfulla ha voluto chiarire che: “Questi strumenti dovrebbero essere impiegati soprattutto per monitorare l’attività fisica e non il sonno; possono essere utili in un paziente che abbia già avuto la diagnosi del disturbo del sonno e abbia “tarato” i responsi del tracker con il suo medico, per capire se lo strumento sovra- o sottostima i dati. Non sono perciò dispositivi adatti per fare un’autodiagnosi, per cui serve un monitoraggio accurato associato a un diario del sonno che aiuti a capire quali sono le situazioni in cui il riposo è più difficile o il grado di sonnolenza diurno”.

“Il percorso va intrapreso se ci sono sintomi di un disturbo del sonno (per esempio difficoltà ad addormentarsi, risvegli frequenti, sonnolenza durante il giorno, ndr), perché non è neppure opportuno medicalizzare troppo il riposo: in caso di disagi se ne può parlare con il medico di famiglia, se ci sono le indicazioni ci si può rivolgere a un centro di medicina del sonno. Purtroppo ce ne sono tuttora pochi, dovrebbero invece diventare punti di riferimento non solo per la cura dell’insonnia nei casi più complessi, ma soprattutto luoghi per la prevenzione dei disturbi del sonno”.

La Giornata Mondiale del Sonno

La Giornata Mondiale del Sonno dello scorso anno è stata incentrata proprio su un approccio quanto più naturale possibile al riposo e alla prevenzione. Un evento dove gli occhi dei riflettori sono stati puntati sullo slogan “Dormi profondamente, nutri la vita”: un messaggio chiaro con cui far comprendere l’importanza di un buon riposo per vivere in generale una vita migliore. Senza dimenticare poi che un riposo ottimale prescinde necessariamente da una corretta alimentazione. Proprio riguardo quest’ultimo aspetto, sul sito del progetto EAT Alimentazione Sostenibile, portato avanti dalla Fondazione Gruppo Ospedaliero San Donato, è possibile scaricare in maniera del tutto gratuita tutta una serie di ricette e consigli utili per rispettare una dieta corretta e di conseguenza dormire meglio. Un lavoro curato direttamente da due esperti del settore: Luigi Ferini Strambi, direttore del Centro di Medicina del Sonno dell’Ospedale San Raffaele di Milano, e Lelio Morricone, direttore del Servizio di Nutrizione Clinica e Prevenzione Cardiovascolare dell’IRCCS Policlinico San Donato.

I consigli alimentari per dormire meglio

 

  1. In primis, si consigliano per la cena cibi leggeri e facilmente digeribili, da consumare almeno 3 ore prima di dormire: questo perché la digestione è un processo biochimico attivo che impegna l’organismo e che quindi potrebbe influenzare la qualità del sonno.

 

  1. Mi raccomando a non saltare la cena, dato che la fame derivante dall’ipoglicemia rende faticoso addormentarsi.

 

  1. Fare attenzione ai nutrienti della nostra alimentazione: melatonina e serotonina favoriscono il rilassamento.

 

  1. Cerca di stare larga da alcuni tipi di cibi o bevande, come ad esempio , caffè, cola (riduce la produzione di melatonina), formaggi stagionati (la tiramina contenuta produce un effetto ipertensivo), e a fare attenzione alle dosi di sale e ad un consumo smodato di grassi e proteine (hanno bisogno di maggiore tempo per essere digeriti).

 

  1. Fai a meno di cibi conservati, come tonno, olive, carne in scatola o salumi: sono sconsigliati per prendere subito sonno.

 

  1. In alcune persone, il glutammato può scatenare una reazione eccitante. Occhio anche a fritture, carne grassa, sughi a base di panna e besciamella e infine a dolci farciti con creme.

 

  1. Evitare cibi piccanti o acidi, perché il reflusso gastro-esofageo è un nemico del sonno provocando sintomi come bruciore, rigurgito e tosse.

 

  1. Attenzione alle proteine: nel pasto serale, l’ideale è consumare in piccole quantità gli alimenti ricchi di proteine,come quelli di origine animale. Una più sana alternativa alle proteine animali sono quelle di origine vegetale: i legumi ad esempio aggiunti in un mix di cerali danno vita ad un piatto equilibrato e digeribile, che non ostacolerà il sonno.
Commenti
Loading...